Uno dei più grandi luoghi comuni del nostro tempo è che di fronte ad un disagio, una difficoltà, una situazione problematica, si debba necessariamente parlare per poter sviscerare/elaborare il contenuto.
La nostra cultura occidentale, che usa e abusa di ogni forma di comunicazione, ci insegna ormai da secoli che attraverso il dialogo, la spiegazione razionale o la rassicurazione, sia possibile sbrogliare ed affrontare qualunque situazione.
Ma è davvero così?
Prendiamo, ad esempio, una difficoltà abbastanza comune: la paura di volare.
Avete passato gran parte del vostro tempo a chiedere, cercare e ottenere informazioni circa la sicurezza del vostro volo, vi siete fatti dire le statistiche degli ultimi anni relative alla tratta in esame e avete atto ricerche su internet per ottenere qualunque tipo di rassicurazione.
Potete aver trascorso alcune ore della vostra settimana cercando di “sfogarvi” con amici o parenti, esorcizzando le vostre paure, invocando rassicurazioni e sostegno.
Risultato? Le rassicurazioni che avete ricevuto, non solo non risultano sufficienti a placare la paura, ma la confermano ulteriormente, proprio in virtù della costante necessità che avete mostrato nel chiedere e ottenere certezze che nessuno vi può dare.
In altre parole, il costante bisogno di rassicurazione ha confermato e alimentato l’idea che c’è qualcosa da temere. Non avete fatto altro che dire continuamente a voi stessi: “se ho bisogno di rassicurazione significa che c’è qualcosa di terribilmente spaventoso”.
La vostra comunicazione, il vostro “parlare”, ha mantenuto e alimentato le vostre preoccupazioni.
Facciamo un altro esempio, con una situazione completamente diversa.
Quante volte, presi da un momento particolarmente significativo, avete cercato di spiegare cosa stavate provando? E con quali esiti?
Avete tentato di mettere sotto forma di parola le vostre sensazioni, il vostro dolore o il vostro sentire; avete cercato di descrivere il vostro stato d’animo, sforzandovi di trovare le parole giuste.
A volte ci siete riusciti, altre volte avete comunicato un messaggio diverso da quello che volevate o vi siete sentiti incompresi, soli, addirittura sciocchi.
Non sempre parlare è la soluzione. L’elaborazione non passa solamente dalle nostre parole, specialmente nell’area delle problematiche rierite all’ansia.
Molte situazioni si superano affrontando, non parlando o ricercando rassicurazioni all’esterno.
“Chi non comprende il tuo silenzio probabilmente non capirà nemmeno le tue parole” E. Hubbard


