Ansia e Panico: alcuni miti da sfatare

Il disturbo da attacchi di panico rappresenta un problema tanto noto, quanto diffuso. L’OMS, nel 2000, lo ha dichiarato come il più esteso, avendo colpito circa il 20% della popolazione mondiale.

Chi soffre di attacchi di panico, oltre che avvertire una paura intensa e spesso improvvisa, comincia a limitare la propria vita, evitando luoghi e contesti che era solito frequentare, rimanendo sempre più invalidato e prigioniero.

Nonostante questo problema sia di così larga scala, colpendo indistintamente qualunque persona – indipendentemente dal genere, la classe sociale e l’età – molte sono ancora le false credenze ed i miti da sfatare sul tema. Eccone alcuni:

  • Gli attacchi di panico o di ansia si curano perlopiù farmacologicamente: La stragrande maggioranza delle terapie farmacologiche si è dimostrata estremamente sintomatica. L’alterazione chimica promossa dal farmaco sviluppa perlopiù un rilassamento artificiale, destinato ad una breve durata. Molte persone si ritrovano conseguentemente a dipendere dalle proprie medicine, a non uscire di casa senza averle in borsa, ad avvertire il bisogno di un dosaggio sempre più elevato. I disturbi d’ansia, compreso il panico, possono essere risolti efficacemente seguendo un approccio psicologico mirato e focale, completamente esente da farmaci;
  • Si possono gestire gli attacchi di panico attraverso tecniche di rilassamento o di controllo delle proprie reazioni: Le tecniche di rilassamento, ammesso che la persona sia capace di utilizzarle efficacemente all’arrivo del panico, agiscono soprattutto sul controllo delle reazioni, ma non cambiano la percezione della paura. Molto spesso, proprio il tentativo di controllare la paura e di calmarci, promuove un effetto paradossale, facendoci percepire una vera e propria perdita di controllo;
  • Per curare il panico è necessario conoscerne le cause: Quando si sta male, la prima cosa che ci viene da chiedere è “da dove arriva questo malessere?”. In realtà, nella maggior parte dei problemi di natura psicologica, cause e conseguenze sono spesso rovesciabili ed intercambiabili. Andare alla ricerca delle cause, rispondendo più a un desiderio di curiosità umana che ad un nesso scientifico, rischia di essere dispersivo e – in ogni caso – non comporterebbe nessuna garanzia di soluzione. Ciò che scientificamente si è dimostrato più efficace è concentrare le nostre attenzioni sul funzionamento del problema e su cosa lo mantiene tale;
  • I percorsi psicologici di cura del panico e dell’ansia durano anni: Sulla base di quanto osservato nel punto precedente, la maggior parte dei disturbi da attacchi di panico possono essere curati in tempi brevi e senza l’ausilio di farmaci. Il modello di Terapia Breve Strategica, considerata la “best practice” per gli attacchi di panico, vede il 95% di casi risolti con una media di 7 sedute, guidando la persona, in breve tempo, a passare da una realtà che subisce a una realtà che gestisce.

 

Porto addosso le ferite di tutte le battaglie che ho evitato” F.Pessoa

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