Il Natale? Per alcuni disagio e stati di profonda tristezza

Il dato sulle richieste d’aiuto durante il periodo natalizio lascia spazio a ben poche interpretazioni: circa il 25% in più rispetto agli altri periodi dell’anno si rivolge a degli specialisti per ricevere ascolto e sostegno sul proprio malessere psicologico.

Cosa significa provare e trovarsi a disagio in un periodo tradizionalmente caratterizzato e abbinato a stati di gioia, felicità e affetto familiare?

Innanzi tutto, è opportuno riflettere sul fatto che, trattandosi di una festa “comandata”, quindi fissa e non-scelta da noi, avviene nello stesso periodo per tutti. Questo non significa che tutti si trovino nelle medesime condizioni emotive per viverla al meglio… Anzi, molto spesso, gli atteggiamenti e le condizioni sociali facilmente attribuite al Natale (essere buoni, provare amore e riconoscenza verso i propri cari, provare piacere nel fare o nel ricevere un regalo, ecc) finiscono paradossalmente per rendere ancora più difficile e gravoso il pensiero di dover attraversare questo periodo. Oltre a ciò, il Natale, venendo a cadere sempre alla fine dell’anno, fa spesso fare i conti con bilanci e aspettative disilluse, con ciò che avremo voluto o dovuto fare, con ciò che avremo voluto o dovuto essere.

Se ad una condizione di scarso entusiasmo personale sommiamo la consapevolezza di vivere un periodo della nostra vita non proprio felice, ecco che il Natale non può che esser percepito come un “colpo basso”, in grado di trascinarci ad una serie di impegni familiari non scelti e non desiderati, in cui dobbiamo indossare una specie di “maschera buonista” per non lasciar trapelare la nostra condizione e andare incontro a una serie di domande a cui sarebbe difficile rispondere…

Il prolungamento di tale condizione personale può ovviamente aggravare le cose. Questo “malessere stagionale” può comportare un progressivo allontanamento dallo spirito natalizio con sensazioni di fastidio e insofferenza nei confronti di tutto ciò che riguarda il Natale. Apatia, stanchezza, totale assenza di coinvolgimento emotivo, incapacità a divertirsi e rilassarsi possono caratterizzare un quadro psicogeno che, sovraccaricato da impegni e doveri, difficilmente potrà essere nascosto.

Sarà molto più facile e soprattutto utile chiedere aiuto a qualcuno in grado di capirci e magari aiutarci a fronteggiare il nostro disagio. Fare i conti con certe difficoltà, molto spesso, significa fare i conti con se stessi. E forse questa è la cosa che ci spaventa di più, al punto che preferiamo lottare contro tutti e contro il Natale, continuando a maledire chi riesce a viverlo appieno, lasciando trapelare evidenti segnali di serenità… Una serenità che noi non riusciamo nemmeno a immaginare. O forse si?!?

 

Piuttosto che imprecare contro l’oscurità è meglio accendere una candela” K.Blanchard

1 comment

    • Antonietta on 27 Dicembre 2016 at 15:35
    • Reply

    L,ho vissuto sulla mia pelle l,articolo appena letto

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